Come intraprendere la vendita on line: l’e-commerce

Come Intraprendere La Vendita On Line L E Commerce

PREMESSA

Lo sviluppo del digitale nel commercio ha portato numerosi benefici per il mercato: gli utenti hanno il vantaggio di acquistare i prodotti senza la necessità di recarsi fisicamente nel punto vendita, usufruendo di una panoramica più libera, variegata e consapevole e le imprese hanno scoperto un nuovo modo di coltivare la relazione con il consumatore per creare un’esperienza di acquisto soddisfacente.

Con la diffusione degli smartphone e delle app di messaggistica veloce è, inoltre, più snella anche l’assistenza post-vendita, un tempo relegata a fanalino di coda del commercio e che oggi assume il ruolo di “alleato” del cliente, di supporto per il merchant e, se gestita bene, di mezzo per la fidelizzazione del consumatore.

Il mercato del commercio elettronico è in continuo sviluppo ed evoluzione e per questo ancora oggi rappresenta un territorio ove le regole non sono state metabolizzate in modo permanente dagli operatori.

1.  I PRIMI PASSI NEL WEB:

·         Trasmettere al Registro delle Imprese presso la Camera di commercio competente per territorio (dove è la sede legale dell’impresa) la richiesta di iscrizione tramite la Comunicazione Unica con la quale si effettuano con un unico deposito al Registro Imprese le domande e le denunce di competenza di RI, Agenzia delle Entrate per l’attribuzione del codice fiscale/partita IVA ed eventuali adempimenti INPS, INAIL;

·         Inviare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del comune ove l’impresa intende avviare l’attività. Se, invece, l’impresa è già operativa sul mercato con un punto fisico, e possiede già i permessi per la vendita nel settore di sua competenza, è sufficiente provvedere all’aggiornamento dei dati presso la Camera di commercio con la procedura telematica Comunica avvisando contestualmente anche l’Agenzia delle Entrate inserendo il codice Ateco relativo al commercio via internet.

2.  LA REGOLAMENTAZIONE DELL’E-COMMERCE

Nella gestione del sito e-commerce, rivestono un ruolo molto importante i contenuti. Oltre agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, ne esistono di generali che devono essere esposti in maniera chiara e ben visibile sul portale.

Le informazioni generali obbligatorie (art. 7 D.lgs. 70/2003) da rendere, a titolo esemplificativo, sono:

• nome, denominazione o ragione sociale dell’impresa;

• domicilio o sede legale dell’impresa;

• estremi che permettono di contattare rapidamente l’impresa e di comunicare direttamente ed efficacemente con la stessa, compreso l’indirizzo di posta elettronica;

• numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese;

• numero della partita IVA;

3.  SICUREZZA GENERALE DEI PRODOTTI

È bene ricordare che, oltre agli obblighi informativi, la normativa stabilisce requisiti di sicurezza. Per alcuni prodotti (ad esempio gli occhiali da sole) la normativa è specifica mentre per le altre categorie di prodotti valgono gli obblighi generali stabiliti dagli artt. 102-112 del codice del consumo, d.lgs 206/2005.In particolare, possono essere messi a disposizione sul mercato solo prodotti sicuri: i prodotti offerti in vendita al consumatore finale non devono presentare alcun rischio per la salute e la sicurezza, o devono presentare solo rischi minimi e accettabili compatibili con un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone.Si evidenzia che, per condividere in tutta l’UE le informazioni sui prodotti di consumo pericolosi (esclusi alimentari, farmaci e dispositivi medici) è stato istituito il Rapex , ovvero un sistema di allerta rapido dell’Unione europea grazie al quale le Autorità nazionali degli Stati membri notificano alla Commissione europea i prodotti che presentano un rischio grave per la salute e la sicurezza dei consumatori.E’ recente l’intesa tra la Commissione UE e i `big´ dello shopping on line per rimuovere rapidamente dalla vendita su internet i prodotti pericolosi.

Le quattro piattaforme che hanno sottoscritto l’accordo, infatti, si impegnano a reagire più velocemente alle notifiche di prodotti non sicuri venduti sul loro sistema, rispondendo entro 2 giorni lavorativi nel caso di segnalazioni da parte delle autorità degli stati membri, ed entro 5 giorni quando queste provengono dagli utenti.

4.  LA NORMATIVA SULLA PRIVACY

Il Regolamento UE/679/2016 impone al Titolare di fornire all’Interessato tutte le informazioni necessarie relative al trattamento dei dati personali.Tale adempimento era già previsto dalla disciplina previgente, il d.lgs. 196/2003

– Codice Privacy. Il carattere innovativo dell’attuale disciplina consiste nel fatto di avere introdotto ulteriori elementi da comunicare e un maggior dettaglio rispetto alle informazioni già previste.

L’azienda e-commerce deve, dunque, compiere uno sforzo maggiore per mappare il flusso dei dati e dei trattamenti svolti all’interno al fine di rendere le informazioni necessarie. Tale sforzo comporta, inoltre, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza della propria realtà.

5.  I TRUSTMARK NELL’E-COMMERCE

Acquistare online dovrebbe sempre essere un’esperienza piacevole e senza pensieri.

La “sicurezza” (dall’etimologia sine-cura, assenza di preoccupazioni) sull’identità di chi vende e sulle sue buone prassi, rappresentano spesso il parametro di valutazione del consumatore nella scelta di un e-commerce o di un altro.

I trustmark, sigilli o loghi di qualità, sono nati proprio con l’obiettivo di veicolare la fiducia nell’acquisto, presupponendo una verifica dell’identità di chi lo espone e una maggiore garanzia per l’utente; essi, vengono rilasciati da enti e soggetti che sono punti di riferimento del settore, che verificano direttamente e attentamente il rispetto della legge da parte dei siti richiedenti.

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